Sono arrivata in Mondadori nel 2009 con uno stage

Barbara Bottarelli - marketing manager food & kids

Sono arrivata in Mondadori nel 2009 come stage nel mondo del marketing dei periodici di fitness e di salute. Da dietro le quinte ho cominciato a vedere la bellezza che c’è dietro tutto questo mondo.

Dopo l’esperienza come stage ho iniziato un’esperienza nella divisione mobile: sviluppavo app di sfoglio per tutte le testate Mondadori e quest’esperienza mi ha aiutato molto per il ruolo successivo che sarei andata a ricoprire. Mondadori mi ha dato una grossa opportunità di diventare product manager del sito di Donna Moderna, un sito che poi è diventato il portale leader nel mondo dei femminili.

La sfida successiva è stata per me quella di seguire il processo di integrazione carta e digital per Starbene.

Nel 2015 ho cominciato a seguire come marketing tutto il polo food Mondadori. Oltre a tutto l’aspetto di contenuto e di prodotto ho potuto sviluppare un’altra parte importante, che sono gli eventi. Ho aperto la Scuola di cucina di Sale&Pepe.

A questi brand si è aggiunto poi tutto il polo kids. Un’altra esperienza si è aperta perché abbiamo cominciato a sviluppare nuove linee di business, eventi sul territorio e anche progetti con le scuole.

Se devo pensare da quando sono arrivata in stage a adesso, direi che ne ho fatta di strada!

Il nostro è un mondo complesso ma con una sua intrinseca bellezza, uno scrigno pieno di sorprese interessanti, dove sono messe in gioco competenze, abilità, la creatività prima di tutto.

Aaron Buttarelli - direttore editoriale scolastica Mondadori

Sono partito giovane studente che si occupava di ricerca storica e avrebbe voluto fare il professore universitario, poi ho iniziato una serie di collaborazioni da free lance con case editrici scolastiche molto piccole della realtà bergamasca. Ho lavorato quattrodici anni a Torino, poi finalmente nel 2010 sono sbarcato a Milano e ho iniziato una nuova grande avventura.

Il lavoro editoriale rivolto alla scuola si muove all’interno di tre grandi coordinate.

Primo punto molto importante: l’editoria scolastica è un’editoria di progetto. Significa che l’editore cerca un autore per poter realizzare, progettare un prodotto editoriale che sia confacente al mercato scolastico, ai programmi, all’insegnamento delle discipline.

L’editoria di progetto si contrappone alla editoria cosiddetta d’autore, in cui c’è un autore, sostanzialmente, che ha prodotto un romanzo e cerca un editore che veicoli, che intermedi e porti la sua opera sul mercato.

C’è un secondo punto molto importante che riguarda la specificità del prodotto editoriale scolastico: il prodotto scolastico, riferendosi a un ciclo scolastico, è sicuramente un prodotto pluriennale, quindi più volumi; c’è una parte fisica e c’è una parte digitale.

C’è un terzo elemento infine che caratterizza il lavoro editoriale rivolto all’ambito scolastico e ha a che fare con l’utente finale. Il progetto editoriale deve essere senz’altro progettato e realizzato pensando allo studente. Ma è caratteristica di questo settore che tra l’editore e lo studente c’è un decisore: il docente infatti decide quale testo adottare, quale testo è più confacente alla propria idea didattica, ai propri bisogni, alle proprie abitudini e al proprio contesto  di lavoro.

Come avrete capito, si tratta di un mondo complesso ma con una sua intrinseca bellezza, uno scrigno pieno di sorprese interessanti, dove sono messe in gioco competenze, abilità, la creatività prima di tutto.

Un’avventura che spesso, credetemi, può sembrare folle.

Si sperimenta tanto e i risultati si vedono

Viola Zucchero - social media manager area digital magazine

Ho iniziato a lavorare nell’area digital del Gruppo Mondadori in un periodo sperimentale, quasi pionieristico. Inizialmente mi occupavo dei forum e dei social di Donna Moderna e poi con gli anni ho iniziato a occuparmi anche dei social media  per gli altri brand del Gruppo.

Lavorare nei social media vuol dire lavorare in un ambito in costante movimento, fatto di parole però anche di numeri.

Nel 2016, con l’acquisizione da parte del Gruppo Mondadori di Banzai Media, è nata una nuova area digitale fatta da mondadoriani e nuovi colleghi di Banzai. E sicuramente quello è stato un grande passo in avanti, perché entrare in contatto con quelli che erano i tuoi concorrenti, i tuoi rivali di un tempo, è stato come il completamento di due metà: chi era tradizionalmente più forte sui contenuti e chi era nativamente più orientato al digitale. Il risultato è quello di un team molto forte, capace di creare delle nuove sinergie. Certo si rischia di più, però si sperimenta tanto e i risultati si vedono.

È bello avere tante sfide ma vedere allo stesso tempo tanti sogni realizzarsi con gli sforzi di chi ci crede.

Selezionare un libro da pubblicare significa capire che cosa gli vibra dentro, che cosa lo rende notevole, speciale.

Alberto Gelsumini - responsabile editoriale Varia Mondadori

La cosa che ho imparato in questi quindici anni di lavoro qui in Mondadori, prima come editor e adesso come responsabile editoriale, è che i libri hanno un corpo e un’anima.

Un libro ha un corpo perché è una cosa, questo a prescindere dal fatto che sia cartaceo o digitale. È una cosa che ha un aspetto, che ha un costo di realizzazione e che ha un prezzo di vendita. Ha delle esigenze produttive e di distribuzione. Ha, come dire, un attrito.

Però ho imparato che un libro ha anche un’anima ed è fondamentale per chi fa questo mestiere saperla cogliere e trattare.

Selezionare un libro da pubblicare significa capire se un testo ha o meno un’anima, qualcosa che gli vibra dentro, che lo rende notevole, speciale.

Curare un libro significa capire esattamente qual è quell’anima, metterla a fuoco, sennò si corre il rischio di confonderla con altri e di tradirla.

Lanciare un libro significa comunicare quell’anima all’esterno: con un titolo, una copertina, un piano di marketing o di comunicazione.

In questi anni in Mondadori ho imparato quanto è importante riuscire a tenere insieme il corpo e l’anima dei libri, fino quasi a confonderli e a farsi venire il dubbio che siano davvero due cose così distinte.

Uno degli aspetti più affascinanti del mestiere editoriale è che non si riesce mai a comprenderlo fino in fondo.

E d’altra parte, è quello che succede con le persone più interessanti e con le poesie più belle.