Icon Design Talks

Cinque giorni di incontri sul tema dell’ospitalità e dell’innovazione. Siamo pronti ad accogliere il futuro?

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Per il terzo anno consecutivo Milano ospita il ciclo di conferenze, masterclass e dibattiti che vede protagonisti gli architetti, i designer e i professionisti che, con il loro operato, lavorano per ridefinire la relazione tra uomo e città e intercettare necessità e bisogni futuri.

Gli Icon Design Talks sono un evento promosso e sviluppato dal magazine del Gruppo Mondadori Icon Design insieme a Edison che è main partner di iDD innovation Design District. A curare questa terza edizione è stato chiamato l’architetto Andrea Boschetti, attuale direttore scientifico dell’Innovation Design District, che ha potuto contare sulla collaborazione di Manuel Orazi e Giovanni Damiani.

Il tema dei talks, come di consueto, è comune a quello individuato per identificare le attività che si alterneranno nel distretto durante il 2019: The Hospitable City. Un tema complesso, nel quale convergono istanze di mondi diversi e che, proprio per questo, necessita di dialogo e confronto.

Come deve essere una città per essere ospitale? Quali servizi deve essere in grado di offrire e su quali obiettivi è necessario concentrarsi in modo che i cittadini tutti possano sentirsi inclusi e partecipi della vita nella città?

The Hospitable City dovrà rispondere a tutte queste domande appellandosi a cinque verbi, attorno ai quali è stato costruito il palinsesto di eventi: accogliere, condividere, socializzare, pianificare, integrare. 

Il nuovo Icon Design, diretto da Annalisa Rosso con Maria Cristina Didero in veste di editor-at-large, condivide fin dal primo numero le tematiche di inclusività e accoglienza orientate a un’apertura al mondo a cui è dedicato lo speciale numero di aprile.

“Abbiamo lavorato insieme alla redazione e a un fantastico team di collaboratori internazionali per presentare ancora una volta una piattaforma aperta a tutti”, commenta Annalisa Rosso, direttore di Icon Design. “Un’occasione unica per incontrare nomi eccellenti della progettazione internazionale. Nel segno dell’apertura e dell’inclusività: come l’incontro con Humberto Campana, che per il primo numero di Aprile ha scritto la main story raccontando la Fondazione in Brasile che ha appena fondato insieme al fratello Fernando. I fratelli Campana hanno accompagnato il nostro fotografo Stefano Ferroni in un viaggio nei territori attorno a San Paolo e per la prima volta mercoledì 10 aprile, durante il nostro evento in Fondazione Catella, presenteremo insieme a Humberto Campana il reportage dalle immagini mozzafiato”

I tanti appuntamenti in calendario sono volti ad analizzare il tema su scale diverse: si parlerà di architettura, urbanistica, mobilità, energia e si racconterà come il design, nella sua accezione più ampia, sia lo strumento attraverso il quale la relazione tra uomo e spazio può essere ripensata in modo inclusivo, antropocentrico.

“Riflettere di città ospitali”, dichiara Andrea Boschetti, “significa innanzitutto tornare ad occuparsi del concetto di comunità in contrapposizione a quello di società come già indicava Ferdinand Tönnies nel 1887 parlando del mascheramento dei valori umani imposti dalla civiltà industriale.

Sino ad oggi infatti le grandi città e le megalopoli hanno contribuito ad esaltare, soprattutto per effetto della frenesia che divora ogni situazione spazio-temporale, concetti quali la separazione, l’anonimato, l’iper-individualismo e la paura dell’altro, dimostrando di fatto  che la prossimità tra gli individui non assicura la formazione di comunità. Al contrario l’accessibilità e la condivisione anche a grandi distanze ha favorito l’emergere di comunità che nulla hanno a che spartire, almeno sino ad oggi, con logiche di natura spaziali. Ma queste stesse comunità (virtuali) hanno comunque contribuito a produrre ricerca a ritmi esponenziali e sono diventate così il seme che sta facendo emergere un nuovo concetto di comunità di carattere spazio-temporale che trova nella relazione tra vantaggi offerti dalle nuove tecnologie ed opportunità di condivisione e consumo collaborativo, un nuovo sfondo di valori comuni attraverso cui guardare al futuro. The Hospitable City è proprio una riflessione intorno al mondo dei servizi contemporanei delle città a tutte le scale. Un mondo questo sempre più evoluto tecnologicamente ma anche in grado, forse, di divenire un nuovo modello culturale di riferimento in grado di riavvicinare le persone. Non più solamente condivisioni virtuali di beni immateriali (conoscenza), ma anche di beni materiali e servizi che si trasformeranno in  una nuova forma di qualità di vita collettiva e comunitaria. Auspicabilmente, in un futuro non lontano, tali modificazioni diverranno anche più radicali ridefinendo completamente l’immaginario urbano delle metropoli contemporanee perché come consumiamo diverrà probabilmente, nonostante i tempi che viviamo oggi, molto più importante di cosa consumiamo.” 

Gli Icon Design Talks si svolgeranno presso la sede della Fondazione Riccardo Catella nell’ambito di Porta Nuova Fuori Salone. Del resto, la Fondazione è attiva da oltre dieci anni con l’obiettivo di diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile, della valorizzazione degli spazi e del verde pubblico e dell’inclusione sociale di tutti i suoi abitanti, contribuendo attivamente al miglioramento della qualità della vita urbana e del territorio. Promuovendo una collaborazione aperta con il settore pubblico e del no profit, la Fondazione Riccardo Catella ha sviluppato negli anni una particolare sensibilità per la cura e la promozione degli spazi pubblici e del verde urbano.

I nomi prestigiosi che si avvicenderanno nel corso delle varie giornate sono veramente tanti, tra masterclass, mastertalks e lecture, così come sono tante le tematiche in discussione.

Tra tutti gli eventi in palinsesto ricordiamo la masterclass del Premio Pritzker Kazuyo Sejima. L’architetto giapponese, fondatrice dello studio SANAA, racconterà attraverso iconici progetti del suo studio, come l’architettura debba essere considerata il luogo delle relazioni e, per questo motivo, ha valore se in dialogo con il territorio.

La rigenerazione degli spazi urbani sarà al centro del talk che vedrà protagonista Petra Blaisse, che a Milano ha realizzato la Biblioteca degli Alberi in Porta Nuova. La Blaisse ne discuterà, tra gli altri, con Paola Antonelli (senior curator del MoMA e curatrice della mostra Broken Nature presso la Triennale di Milano) e gli architetti Stefano Boeri e Carlo Ratti. Al termine del Talk, promosso dalla Fondazione Riccardo Catella, la progettista olandese condurrà i presenti in una visita guidata nel parco, accompagnata dagli architetti e designers dello studio Inside Outside.

La città di Milano sarà al centro di numerosi e importanti appuntamenti: si parlerà di Smart City con sviluppatori, rappresentanti comunali, professionisti e aziende (Edison e Volvo) ma si discuterà anche rispetto al futuro di Milano, attraverso un progetto di MIC e MetrogrammaMilano Future City – patrocinato da Volvo che presenta, nel pratico, una possibile evoluzione di un’area della città proponendo una soluzione innovativa e futuribile.

Il ruolo della tecnologia, nella città ospitale, è sicuramente centrale: attraverso di essa è possibile ricucire lo strappo tra grande centro urbano e resto del territorio, così come all’interno delle grandi città deve essere il collante tra zone centrali e hinterland: si parlerà quindi di Open Innovation, di Città Globali e di periferie offrendo soluzioni e presentando, grazie al supporto di Edison, interessanti casi studio.

Il tema dell’ospitalità alberghiera e di come questa oggi sia in grado di offrire prodotti sempre più tailor made offrirà importanti spunti di discussione: Luxury Living Group racconterà come anche il mondo del lusso sta lavorando per affrontare i mercati con un’offerta versatile ma in grado di assicurare standard altissimi.

Nella città ospitale si realizza la ricerca del benessere e le aziende, per crescere, devono necessariamente confrontarsi costantemente con l’esterno, alla ricerca di segnali che possano predire loro il futuro. Se nel mondo dell’ufficio aziende come Sedus lavorano per il benessere quotidiano di chi ogni giorno compie il suo dovere, aziende di ogni settore si stanno già evolvendo finanziando studi e lanciando start up in modo da beneficiare di nuove opportunità.

Ai momenti di dibattito dedicati a tutti questi argomenti, si affiancheranno ogni giorno un numero importante di lectures tenute da creativi e professionisti di fama internazionale: Michael Anastassiades, Naoto Fukasawa, Alfonso Femia, Aric Chen, Joseph Grima. Migliore+Servetto, Italo Rota, Paolo Scoglio, Isabella Inti, Gioli e De Leva dello studio GBPA e Francesco Fresa.

Il ciclo di eventi, inoltre, comprende una serie di incontri speciali: un dialogo tra Tom Dixon e Marc Anderson (architetto, ma anche Director Of Education per l’Istituto Marangoni_School of Design), un confronto sul minimalismo che vede protagonista John Pawson, una riflessione sul ruolo sociale del design con Humberto Campana in dialogo con Maria Cristina Didero, e un percorso alla scoperta dell’architettura raccontata con la fotografia istantanea insieme a Maurizio Galimberti.

Il successo della raccolta pubblicitaria conferma anche quest’anno la validità del format proposto dalla concessionaria Mediamond. Gli Icon Design Talks sono supportati da Edison, main sponsor, la più antica società europea nel settore dell’energia impegnata sui temi della sostenibilità, Volvo che ha fatto della sicurezza uno dei suoi valori imprescindibili, Luxury Living Group che produce collezioni d’arredo per alcuni dei più noti brand del lusso, Fujifilm Italia leader nei settori dell’imaging e delle arti grafiche, Itlas azienda leader nella produzione di pavimenti in legno, Sedus che progetta e realizza soluzioni per gli ambienti di lavoro e Oikos Venezia che produce porte blindate dagli alti standard qualitativi.