Mondadori cede al Gruppo Bertelsmann il 50% della joint venture Random House Mondadori per 54,5 milioni di euro

 

Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. informa di aver stipulato in data odierna un contratto preliminare per la cessione a Media Finance Holding (Gruppo Bertelsmann) dell’intera partecipazione, pari al 50% del capitale sociale, detenuta nella società di diritto spagnolo Random House Mondadori S.A..

Random House Mondadori, costituita nel 2001 in joint venture paritetica con il Gruppo Bertelsmann, è operativa nel settore dei libri trade in Spagna e nei principali Paesi dell’America Latina, in particolare Messico, Argentina, Colombia, Uruguay e Cile.
Nell’ultimo esercizio chiuso al 31 dicembre 2011, Random House Mondadori ha registrato un fatturato consolidato di 110,3 milioni di euro (55,9 milioni di euro al 30 giugno 2012).

Il valore della transazione è definito in un prezzo complessivo di 54,5 milioni di euro comprensivo della cassa, con un impatto positivo a conto economico consolidato stimato nell’ordine di 2,8 milioni di euro.

L’accordo consente al Gruppo Mondadori un ulteriore consolidamento e focalizzazione di investimenti e risorse rispetto agli obiettivi prioritari già indicati in sede di approvazione del bilancio semestrale.
Per quanto riguarda i libri, questa operazione si inquadra nella strategia già delineata, incentrata sull’accelerazione della crescita sia nel comparto trade sia nel settore education con un modello integrato tra cartaceo e digitale, in cui si colloca la recente introduzione nel mercato italiano degli eReader Kobo e il prossimo lancio della piattaforma di self-publishing.
Mondadori, in questa prospettiva, sta inoltre sviluppando un modello distributivo unificato sotto un unico brand, inMondadori, che coniuga le librerie off-line e on-line, e-commerce e retail fisico, per un sistema multipiattaforma di presidio dei diversi canali di vendita.

Il perfezionamento dell’operazione e l’esecuzione del contratto preliminare sono subordinati al rilascio delle autorizzazioni di legge da parte dell’autorità antitrust spagnola, attese entro la fine dell’anno.