2050: il passato che disegna il futuro

“L’arte è insieme indice di un’epoca e araldo del cambiamento”: così Jacques Attali spiega l’esposizione, ospitata in primavera dal Palazzo Reale di Milano, che ha visto 46 artisti internazionali portare in essere 50 opere ispirate al saggio dell’economista francese Breve storia del futuro. Curata da Pierre-Yves Desaive e Jennifer Beauloye, la mostra è stata frutto di una collaborazione tra la casa editrice Electa, il Comune di Milano e i Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles.

In 2050 il pubblico, condotto attraverso le 5 ondate descritte nel saggio di Attali, ha potuto dare uno sguardo a futuri più o meno auspicabili rappresentati in dipinti, sculture e installazioni: il punto zero è la Los Angeles degli anni ‘80, dove l’invenzione del microprocessore dà spunto alle opere di Chris Burden, Edward Burtynsky et al., per giungere fino alla Computer Art di Charles Csuri e Masao Kohmura. Al periodo di predominio americano fa seguito il suo decadimento, annunciato dalle immagini raffiguranti la tragedia dell’11 settembre (Wolfgang Staehle, Hiroshi Sugimoto), che provoca uno sconvolgimento del quadro geopolitico mondiale, rappresentato nei lavori di Mark Napier, Alighiero Boetti, Mona Hatoum.

Adesso, ad avere in mano le redini del pianeta sono 12 nazioni, economicamente superiori ma incapaci di far fronte alle maggiori criticità: sovraconsumo (John Isaacs), sovrapopolazione (Michael Wolf, Yang Yongliang), sovrasfruttamento delle risorse naturali e inquinamento (Olga Kisseleva, Wilhelm Mundt). Sopraggiunge quindi la fase dell’iperimpero (Andy Warhol, Mark Lombard), nella quale il potere sovrano degli Stati cede alle forze di mercato e ogni cosa, dal tempo (Gustavo Romano, Roman Opalka) alla bionica (Stelarc, Hans Op de Beeck), diventa oggetto di scambio.

Quando le tensioni nate da tali disequilibri diventano insostenibili, si sfocia nell’ondata che Attali definisce iperconflitto: Al Farrow, Gregory Green e altri artisti mostrano un mondo segnato da guerre e dittature, dove la libertà individuale non sarà che un mero ricordo. Tuttavia, se l’umanità sopravvive, è ipotizzabile l’avvento dell’iperdemocrazia, una “società positiva” guidata dall’altruismo, apprezzabile nei lavori di Mark Titchner, Gonçalo Mabunda, o nel progetto Little Sun.

Altra mostra di Electa, realizzata con l’impegno di diverse associazioni e sotto il Patrocinio dell’Unesco, curata da Francesco Rutelli e Paolo Matthiae, è Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira, un’eccezionale ricostruzione, in scala 1:1, di tre monumenti simbolo dell’antichità: il Toro di Nimrud, il soffitto del Tempio di Bel a Palmira e la sala dell’archivio di Stato del Palazzo di Ebla. Situata nel suggestivo scenario del Colosseo, la riproduzione ha avuto come scopo quello di sensibilizzare il pubblico in merito alla barbarie iconoclasta in Medio Oriente, invitando alla salvaguardia della cultura, espressione dell’identità dei popoli e dell’umanità stessa.

 

D’Avenia esplora Leopardi per i ragazzi di oggi: è L’arte di essere fragili

Professore appassionato che riesce a smuovere gli animi dei giovani, recensore che stravolge il pessimismo cosmico leopardiano e interprete delle sue stesse pagine nei teatri italiani: in un nome Alessandro D’Avenia, autore di L’arte di essere fragili (Mondadori). Le inquietudini dell’adolescenza, le prove della maturità e la conquista della fedeltà a sé stessi, tramite l’arte della riparazione della vita, sono gli assi lungo i quali si snoda il libro, una parafrasi nuova del pensiero del Leopardi che l’autore utilizza come comune denominatore del processo di crescita interiore.

Sono stati, forse, il suo legame empatico con gli adolescenti e la voglia di educarli alla vita, a portare D’Avenia a trasformare il suo libro in una tournéé teatrale che andasse, gratuitamente, a toccare i lettori di persona.

La regia di Gabriele Vacis, le luci e il suono di Roberto Tarasco, fanno da contorno all’autore intento a impersonare il suo ruolo quotidiano, quello del docente, che rivisita lo Zibaldone, La Ginestra, L’Infinito per lodare il coraggio di Leopardi nel prendere atto del lato più nostalgico e vulnerabile dell’essere umano, poiché solo abbracciando questa debolezza si può cogliere la bellezza dell’immensità. Ad ascoltare, sul palco e accomodati in poltrona, gli allievi di una classe a cielo aperto che assorbono, talvolta interagiscono, sono parte dello spettacolo stesso.

D’Avenia traspone nel presente le riflessioni del poeta di Recanati e ne fa risposta pedagogica alle domande dei giovani; ed è la loro concezione di infinito, riassunta in uno scatto, a essere protagonista delle 10mila fotografie raccolte durante il contest su Instagram #lartediessereinfinito.

Le tre tappe del 2016 – al teatro Carcano di Milano, al Biondo di Palermo e al Colosseo di Torino – hanno registrato il tutto esaurito quasi simultaneamente all’apertura delle prenotazioni dei biglietti, con un’affluenza complessiva di oltre 3.000 spettatori. Un tour che continua con successo anche nel 2017, con le tappe di Verona, Bologna, Genova, Bari, Napoli, Reggio Emilia, Roma e altre ancora.

Per completare il suo singolare paradigma comunicativo, l’autore ha voluto realizzare anche un cortometraggio, in collaborazione con il gruppo Cric e con il supporto di Mondadori, coinvolgendo 150 lettori nelle riprese della scena principale.

MyEquilibria: quando il fitness incontra il design

È Open Borders il nome della 19° mostra-evento presentata da Interni in occasione del Fuorisalone 2016 e della XXI Triennale Internazionale di Milano. Ad accogliere le numerose installazioni, l’Università degli Studi di Milano, l’Orto Botanico di Brera e la location inedita della Torre Velasca, sede di Audi City Lab.

Tema di questa edizione, la contaminazione tra diverse discipline – fotografia, cinema, architettura, tecnologia, ricerca della sostenibilità – come soluzione alle problematiche urbanistiche e socio-ambientali: un concetto sintetizzato da MyEquilibria, la palestra futuristica dalle forme insieme naturali ed eleganti pensata da Vito Di Bari, definito dal Financial Times il nuovo Guru europeo del design e dell’innovazione.

Il team coordinato dal designer ha creato una struttura ideale per l’esercizio fisico metropolitano – ma che può essere adattata ai contesti più disparati, dalla spiaggia ai campus universitari – che si colloca docilmente nella flora dell’Orto Botanico di Brera. Il corpo principale dell’opera, il Leopard Tree, alto 7 metri e dotato di 9 isole satelliti, può ospitare fino a 30 persone che fanno attività fisica contemporaneamente; inoltre, è possibile consultare l’app MyEquilibria, che fornisce indicazioni sulle modalità di esercizio eseguibili.

L’idea alla base dell’iniziativa nasce dalla crescente predilezione per il fitness outdoor abbinata alla pratica del cosiddetto bodyweight, un metodo d’allenamento che non richiede l’utilizzo di alcun peso, ad eccezione di quello del proprio corpo. Nella realizzazione di MyEquilibria, l’azienda produttrice Gruppo Metalco si è avvalsa dell’utilizzo di innovativi materiali cementizi e metallici.

Il Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano ha invece ospitato, tra gli altri, il progetto Pick Your Climate, realizzato da Carlo Ratti Associati in partnership con Transsolar, che si propone l’obiettivo ambizioso di invertire il cambiamento climatico nelle città a costo energetico zero, utilizzando particolari membrane fotoniche che riflettono le radiazioni solari.

Infine, si ricorda Untaggable Future, una brainstorming session riguardante 4 temi “non etichettabili”: People, Cities, Energy e Light. Questi sono stati argomento di discussione tra ospiti d’eccellenza, dallo stilista tribal Marcelo Burlon a Paola Antonelli, Direttore R&D presso il Museum of Modern Art di New York, passando per gli architetti Daniel Libeskind e Stefano Boeri, fino all’intervento del regista Massimo Coppola.

Mito e Natura: dalla mostra alla città

Tra le numerose mostre prodotte e organizzate da Electa nel 2015 spicca, per importanza e declinazioni “esterne” alla mostra stessa, Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei. Ideata in occasione di Expo 2015 e allestita a Palazzo Reale di Milano dal 31 luglio 2015 al 10 gennaio 2016, la mostra ha presentato, attraverso 180 opere d’arte greca, magnogreca e romana, un aspetto poco noto del mondo classico: la rappresentazione della natura nei suoi vari aspetti.

Il progetto espositivo è stato promosso dal Comune di Milano insieme all’Università degli studi di Milano e di Salerno, il Museo archeologico di Napoli e la Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia ed è stato incluso in ExpoinCittà, il palinsesto di iniziative che ha animato la vita culturale di Milano durante il semestre di Expo 2015.

Attorno alla mostra, curata da Gemma Sena Chiesa e Angela Pontrandolfo e il cui allestimento è stato realizzato da Francesco Venezia, sono state ideate altre iniziative per divulgare a un più vasto pubblico i contenuti dell’esposizione.

La mostra è stata raccontata online dal blog di Mito e Natura, un progetto di comunicazione web interamente animato da specializzandi in archeologia dell’ateneo milanese sotto la guida di Federica Giacobello: con un vero e proprio storytelling online le opere esposte sono state narrate seguendo le tappe dell’allestimento, dalla loro sede alla collocazione all’interno di Palazzo Reale, e approfondendone la storia e la rilevanza per farle conoscere al grande pubblico.

Da settembre a dicembre è stato proposto un programma di 13 eventi a cura dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con il Comune ed Electa, dal titolo “Mito e Natura. Il Fuorimostra”: occasioni di approfondimento su singoli oggetti presenti nella mostra e di particolare valore artistico e storico, riflessioni e discussioni su tematiche suggerite dall’esposizione, conferenze e convegni scientifici. Gli incontri, liberi e gratuiti, si sono svolti in vari luoghi cittadini, dalla Sala napoleonica di Palazzo Greppi al Museo civico di storia naturale, dal Museo Poldi Pezzoli alla sala conferenze di Palazzo Reale.

Argomento dell’evento inaugurale di “Mito e Natura.Il Fuorimostra” un’altra iniziativa collaterale, il progetto dell’Associazione Orticola di Lombardia Viridarium. Questo giardino realizzato nella corte posteriore di Palazzo Reale dagli architetti Marco Bay e Filippo Pizzoni e ispirato dallo spettacolare affresco della Casa del Bracciale d’Oro di Pompei esposto in mostra, ha offerto ai visitatori l’atmosfera, i colori e i profumi di un giardino romano del I secolo d.C.

St-Art: giovani talenti in mostra

L’evento St-Art è un progetto culturale organizzato da Mondadori Retail in collaborazione con Art Relation di Milo Goj; nasce con l’intento di presentare e valorizzare artisti emergenti under 40, mettendoli a contatto con un pubblico eterogeneo attraverso performance dal vivo e mostre temporanee.

Presso il Mondadori Megastore di piazza Duomo a Milano, dall’8 settembre 2015 a marzo 2016 con cadenza mensile, sette artisti emergenti si sono avvicendati in una performance durante la quale hanno completato, alla presenza del pubblico, una loro opera: un dipinto, un’installazione o un lavoro digitale. Ogni performance era ispirata a un tema specifico, dalla musica alla moda, dalla lettura ai viaggi.

Al termine della performance, presso lo Spazio eventi del megastore, l’inaugurazione della mostra personale dell’artista, della durata di un mese; un esperto d’arte e l’artista medesimo presentano la rassegna e interagiscono con il pubblico, che ha la possibilità di conoscere più approfonditamente le opere e di acquistarle.

Padrino del progetto è stato l’artista Marco Lodola, attivo da anni nel campo della scultura con installazioni luminose dal gusto pop, che per Mondadori Megastore di piazza Duomo ha creato Eden: un’installazione al neon collocata sulla facciata dello store e che raffigura una danzatrice luminosa, simbolo femminile e dell’Eden incontaminato, mentre sorregge una mela rossa, colore della vita e della passione.

Nel corso della manifestazione si sono avvicendati Marco Abisso (tema: la musica), Alban Met Hasani (tema: la lettura), Stefany Savino (tema: i bambini), Kalina Danailova (tema: il Natale), Jang Sung An (tema: l’inverno), Lucia Guadalupe Guillen (tema: la moda) e Giovanni Manzoni Piazzalunga (tema: i viaggi).